ARROGANTE PREGHIERA

(RAPPORTO UOMO-DIO NEL SIMBOLISMO ANCESTRALE PRESENTE NELLA CULTURA FILOSOFICA OCCIDENTALE)

Concetto :

Il progresso tecnologico e informatico, in particolar modo quello del ultimo decenio, ha generato un’enorme crisi di spiritualità e identità a livello dell’intera Umanita’.

amira munteanuu bergmann foto

arrogante preghier a

Dagli simbolismi hierofanici e teofanici di Eliade alle complesse dogme filosofiche di Blaga, dalle scritture “sacro-profane” di Cioran alla complessità filosofica nel ‘’Luceafarul’’ di Eminescu, ecco qualle sono state le fonti della mia inspirazione in questo progetto.

Il rapporto dell’uomo con il mondo materiale che lo accirconda, la concezione e l’atteggiamento davanti alla morte, l’amore per Dio attraverso se stesso, l’illuminazione attraverso la spiritualita’ e credenza, il rapporto con il proprio Essere materiale e no, il rapporto con le proprie creazioni materiale e spirituale, il rapporto con la propria storia e cultura nazionale, il dialogo interreligioso con la propria conscienza, il raporto  filosofico con la trascendenza intrinseca, un intero bagaglio spirituale con il quale l’uomo mistico si e’ confrontato in ogni fase della sua evoluzione antropo-culturale. Tutti questi argomenti li ho tradotti con l’aiuto della complessità  dei simboli che descrivono uno scenario mistico e poetico.

L’arte rimane sempre una lingua internazionale, un linguaggio a parte , omnicomprensivo, ed e’ stata lungo la Storia un modo sublime per testimoniare le pulsazioni di un’epoca. Il mio progetto da una nuova prospettiva, piu contemporanea alla visione del raporto Uomo-Dio, senza perdere le conotazioni storiche e filosofiche che stano alla base della sua realisazione.

La litte con Dio, il rapport odio-amore con Lui, la tema fondamentale della filosofia di Emil Cioran, mi hanno inspirata sia nella scelta del titolo per questo progetto, che nella composizione della scenegiatura poetica che si svilupa nel video.

Il colore azzurro che predomina nel intero progetto e’ una sottile allusione  sia al colore blu del inchiostro come simbolo-omaggio a tutti scrittori che hanno dedicato la loro vita a queste indagini mistiche , sia un riferimento ben preciso al celeste  dell’infinito ancestrale.  (Milano, 2010)

MATER MUNDI

mater mundi - matriarchal

mater mundi – matriarchal

Concetto

Progetto sul concetto del matriarchato ebraico e sulle tante sfaccietature e gli aspetti controversati  della natura  di donna durante la Storia:

La figlia, la sposa, la madre, la vedova, la governatrice, l’amante, la maga.

Nei secoli, il Matriarcato e la conscienza matriarcale sono stati soffocati e soppiantati dal dominio patriarcale esteso a tutti gli aspetti della vita, compreso quello spiritualle. Negli ultimo 2000 anni di storia sono nate religioni in cui le dee non compaiono perche sono state sostituite da divinita maschile e dall’idea di un unico Dio-Padre-Padrone, estromesso dalle gerarchie patriarcale che dipinge la donna come simbolo della tentazione, la sedutrice’, colei che spinge l’uomo al peccato.

Il Matriarcato va rivalutato concetualmente e va inteso come forma di potere inizialmente politico o economico, che nell’ambito di una comunita  era esercitato della madre piu anziana, considerata simbolo di saggezza. Le prime comunita umane celebravano il culto delle Dee Madri che assumevano il valore spirituale  ma anche ruolo primordiale nell’organisazione della societa’.

L’intera storia della conscienza umana si svilupa intorno alla dominazione di un tipo di ‘’conscienza matriarchale’’, come una situazione psichica totale nella qualle l’inconscio e la feminilita’ dominano.

Il mio lavoro evidenzia questo tipo di coscienza patrimoniale,  primordialmente  feminile che fa si che nella donna regnino:  l’instintualita, il senso di sacralita spirituale, il senso dell’amore per il proprio corpo, per la natura in generale, un senso di mistero introspetivo, oltre che il senso di dominio, di padronanza e di organisazione politica, tutto questo basato sul potere di avere un magico raporto con il mondo divin e con il proprio essere..

La Grande Madre da me descritta esprime liberamente la propria natura in tutta la sua completezza e complessita, lo fa in modo non contaminato, vivendo il proprio ruolo di donna e sacerdotessa conformemente all’archetipo feminile, senza limitazioni e senza prevaricazioni di sorta, nel contempo fecondativo e generative dello stato androginale portato all’assoluto.

Descrita con una evidente mistificazione La Mater Mundi e’ la figlia del mondo, la Petra Genitrix, l’amante dell’Infinito spazio, la sposa dell’Eterno tempo, la Madre fertile, la Sacerdotessa, la Sciamana, la Profeta, soggetto misterioso che padrona i corpi, le anime e i spiriti dell’Umanita.

CIBO DELL’ANIMA

cibo dell'anima

cibo dell’anima

CIBO DELL’ANIMA (trittico delle 3 Marie)      

Concetto :      

‘’2000 ANNI  di Storia vissuti nell’inerzia di un mito e della sepoltura di un corpo che rimane ancora mistero.’’

PRESUPPOSTI:

Ci sono degli esseri nati senza Gesù Cristo. Persone nate nelle famiglie, nei luoghi o nei  paesi dove la religione cristiana non ha marcato sin dalla nascita  lo sviluppo psico-morale dell’individuo. Io sono una di quelle persone, sono nata senza Gesù Cristo nè, nel frattempo, l’ho ‘’trovato’’. Me ne andrò da questa vita senza la convinzione nella ‘’verginità’’ della Maria, con il dubbio della Resurrezione  e, probabilmente, con il Giudizio del Dopo senza ricorso. Non ho avuto una educazione Cristiana, mi hanno risparmiato anche il battesimo e fortunatamente nessuna forma religiosa ha “contaminato” la mia psiche.  Eppure…

Ho ripiegato sullo studio di questo argomento semplicemente per il senso culturale, filosofico, simbolico e mistico, per la complessità delle sue sfaccettature, ma in assenza di ogni soggettivo condizionamento personale, in assenza di ogni convinzione religiosa di parte.

amira munteanu bergmann

amira munteanu bergmann

CERTEZZE

Affamata di certezze, del bisogno di credere in qualcosa, l’Umanita’ ha digerito per 2000 anni un mito che lascia ancora molti equivoci. Oggi come oggi, la Chiesa vive la piu grande crisi di fede, spiritualità e credibilità mai vissuta e forse è giusto che, nei tempi in cui viviamo, qualcuno indaghi su questo argomento, così contemporaneo, continuando ad indagare su tutto il patrimonio spirituale ancora ricco di mistero.

LA MIA RICERCA

Il mio lavoro, ‘’Cibo dell’Anima’’, nonostante la sua apparente aura di fede cristiana, in realtà non lo è! Indago soltanto sul contenuto mistico della Ressurezione, e del Destino, di un ‘’corpo’’ che, dopo 2000 anni, rimane ancora soprattutto un mistero.

amira munteanu

amira munteanu

Interpretato come una metafora, il viaggio dell’anima di Cristo verso il Paradiso è la sua Sepoltura nell’Eternità.

In questo metaforico viaggio, le fonti  bibliche segnalano  la fragola come cibo dei morti, il cibo delle anime nel loro viaggio di 40 giorni verso il Regno di Dio (Paradiso)

La fame, che invoco nel testo del video, non è altro che una fame filosofica, la fame del sapere, che porta l’essere spirituale ad una indagine sui confini della verità del Mito. Un Mito che racconta che il corpo è morto e resuscitato e ha viaggiato arrivando nel Paradiso. Questa è la sua Sepoltura! Una sepoltura nell’Eternità di un corpo che, esistito o no, morto o resuscitato, ha dato in ogni caso inerzia a 2000 anni di convinzioni e speranze a  miliardi di esseri  umani.

La sua sepoltura è nella coscienza individuale dei cristiani, Gesù Cristo è sepolto (eppure vivo!) nella memoria colletiva.

Nel viaggio da me invocato, il corpo, l’anima e lo spirito si separano e ognuno segue il suo Destino.

La tentazione del peccato del corpo è respinta.

L’anima viaggia nutrendosi di fragole bibliche.

Lo spirito si è impossessato di un essere femminile, simbolo di fertilità e trascendenza. Ogni eredità va tramandata in linea di sangue assolutamente al femminile. Quello che la Chiesa ha negato per 2000 anni, e continua a negare, è la discendenza di sangue da Cristo. Qui vi è un altro paradosso: la realtà, sempre secondo la Bibbia, è che gli unici testimoni della morte e della Resurrezione di Cristo sono tre donne: Maria Madre, Maria Maddalena e Maria di Cleofa. Loro sono Ie testimoni della sua Sepoltura nell’Eternità, le uniche ad averlo assistito. Una sepoltura senza una precisa connotazione spazio-temporale, una sepoltura avvenuta senza alcun rito. Allo smarrimento del corpo, rimangono le uova arrossite con il sangue della Crocifissione, unico resto materiale che acquista, in seguito, un forte valore simbolico. Non esiste un momento esatto di questa ‘’sepoltura’’ in cui il corpo lievita verso il cielo, ma il gesto che le tre donne compiono vegliando il corpo è lo stesso che si usa tutt’ora ai funerali cristiani e si ripete dopo 40 giorni al suo cosiddetto ‘’arrivo nel Regno di Dio’’. Un viaggio in cui lo spirito ha compiuto la sua missione: si è impossessato di miliardi di credenti. Il mito di un corpo che non è stato mai sepolto sotto la Terra annulla l’idea di un cadavere, di un resto umano, rinforzando così il mito stesso.  Questo è un altro dettaglio molto curioso sul quale si basa un’intera religione  e anche  una delle instituzioni di potere più forte al mondo: la Chiesa Cristiana. Dov’è la verità di tutta questa leggenda? Rimarrà per sempre un mistero  incompiuto o qualcuno  un giorno mostrerà qualche documento, ben nascosto, nell’archivio del Vaticano?

Milano, Settembre 2010

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