vestiti come una che legge

abito su misura

‘’ Vestiti come una che legge ’’ diceva sempre buon anima di mio padre.

Ci sono blogger vestite dagli altri , non tutte da  Chanel ,  da Valentino o da Hermes . Molte, moltissime da VB7N9HNGK, o da EKTUNRCVASJGTK87 , oppure da MCJSIUWJRFNCV7 e cosi via (evitiamo di fare nomi perche sempre pubblicità gratis sarebbe).

Molte invece si vestono da sole.  E male ! Scelgono dai Cinesi, da Zara o ancora peggio da H&M. Famose brand multinazionale dove tutti i stilisti , pur di fare soldi, si sputtanano firmando collezioni prodotte in Bangladesh o Taiwan sfruttando la manodopera infantile e l’ignoranza adulta. Sotto di loro potrebbero essere solo quelle che cercano nei cassonetti della Caritas. …ma perche ho detto ‘’sotto ‘’?

Io NON sono una fashion blogger

e di conseguenza mi vesto da sola come tante altre donne normali e con buon senso . Per ”sole” si intende che si cuciono abiti dignitosi e su misura nel loro personale e ricercato stile , come ogni Donna che si rispetta !

vestiti come una che legge

abito alta sartoria italiana

Da ragazza a casa mia c’erano sempre delle discussioni con i miei quando uscivo. Discussioni da me provocate per via delle scelte della mia guardaroba.  O meglio, non tanto per le scelte quanto per tutta la guardaroba stessa (… e da me diabolicamente creata).

Per me un abito normale era sinonimo di abito noioso che ‘’non sa di me’’ !

Mio padre (che ha sposato mia madre, una tipa più tosto sobria) mi prendeva continuamente in giro . Mi chiedeva se per me è carnevale tutti giorni, se ho perso qualche scommessa o se sto uscendo con uno che non mi piace ?

Insomma a lui non ha mai convinto tanto la mia stravaganza.

Diceva sempre che non giustifica la mia buona educazione e cultura.  Secondo me si è sempre fatto delle domande a quali non si è mai dato nessuna risposta.  Fino all’ultimo si sarà chiesto dov’è stato il suo errore da genitore nel allevarmi visto che ho imboccato la strada della ‘’stranezza  a tutto tondo’’.

Ora io non ricordo esattamente il momento dell’esplosione della mia fissazione per la Moda… Non so se è accaduto quando mia madre mi infilò il primo maglioncino con il topolino, o quando mia nonna me lo tolse per infilarmi una giacca cucita su misura dalla sarta di fiduccia. O quando mia zia mi tolse la giacca infilatami da mia nonna per mettermi un vaporoso abitino di crepe color azzurro che ricordo ancora adesso.

Fatto sta che in quel momento nel mio inconscio da bambina accade una cosa irreversibile , un evento destinato a marcare fino #AdessoOggi la mia strana esistenza.

Freud è morto ma io sono sempre abbinata in tinta.

vestiti come una che legge

abito sartoriale in veluto e macramè

All’età di 9 anni, stanca da essere vestita da mia madre, da mia nonna e dalle mie zie come se fossi la loro bambola, erompe la mia terribile personalità. La tovaglia a pois (bianco-rosso) di mia nonna , alla quale ci teneva tanto, diventa la prima gonna da me cucita e orgogliosamente indossata.

Conciata cosi, da Amanita Muscaria mi presento fiera come un fungo (appariscente e velenoso) nel salotto di casa lasciando in silenzio tutta la famiglia per circa 22 secondi finche mia cara nonnina non esplose a gridare.

In quel decisivo momento del grido la famiglia si divise automaticamente in due squadre, una Pro e altra naturalmente Contro la mia iniziativa.

Ha vinto, è chiaro,  la prima ed eccomi qua , 35 anni dopo,  a vedere in ogni tovaglia una gonna tagliata a sbiego.

vestiti come una che legge

vestiti come una che legge

Fu naturalmente la metà della famiglia che tifò ”a Pro” a darmi quella sicurezza eterna nel tagliare con i forbici tutti i tessuti che trovavo davanti gli occhi : tovaglie, tende, asciugamani , vecchi vestiti , coperte e cosi via.

Sentivo un diabolico piacere nel tagliarle e confezionare,

nel rumore dei forbici e nel silenzio del infilare uno spillino . Ma il piacere ancor più diabolico era quello di indossare e godere delle controverse reazioni dei miei famigliari. Nel vederli discutere tra loro parlando di … ME !!!

Mia nonna nascondeva le forbici ma io la spiavo e sapevo dove sono , fraudolentemente  li sostravo. ‘’Kostin , la bambina a preso di nuovo i forbici’’ la sentivo gridare al mio nonno che in realtà se ne altamente fregava di questo dettaglio.

amira munteanu bergmann

abito in veluto

Basta che andavo bene a scuola e potevo fare ciò che volevo, era questa la moneta di riscatto con i miei. Con smisurata ambizione ero disposta a sacrificare giorni e notti allo studio pur di poter vestirmi Come-Volevo-Io.

Con gli anni i miei si sono rassegnati cosi che il mio ricatto ogni anno passando diventava più grande.  Voglio colori, tele e un cavalletto per dipingere . Voglio un cane . Voglio una macchina da cucire tutta mia. Voglio una automobile. Voglio studiare al estero !

Correva fine degli anni ”80.

All’epoca non c’erano i-phone e computer e quindi la richieste erano limitate a quello che si poteva desiderare sotto un comunismo dittatoriale e restrittivo che voleva tutti i cittadini omologati e vestiti uguali.

Io non riuscivo ad obbedire !

amira munteanu bergmann

forbici da sartoria

Ero naturalmente uno scandalo per tutti , ma il patto con i miei era troppo chiaro per poter dirmi di NO.

Tutta la mia guardaroba da bambina e ragazza , pezzo per pezzo è stata negoziata a tavolino con l’intera famiglia, della serie : ”se prendo il voto X alla materia Z , mi faccio un abito come questo che ho disegnato, chiaro?” E non c’erano discussioni.

Con l’adolescenza e la prima gioventù le cose sono naturalmente peggiorate e ciò che all’inizio era un ‘’gioco da bambina’’ è diventata una malattia ulteriormente convertita in Job , ma pur sempre malattia rimane. Cosi gli anni passarono e un giorno mi trovai al tribunale a divorziare del mio secondo marito.

Con gli occhi nel Vogue del mese

e assorbita dalla pagine patinate senza prestare attenzione al dibattito tra giudici e l’avvocato nel giorno della mia ufficiale separazione sento solo la risposta di mio marito ”onorata istanza, forse lei lo non sa quanti vestiti possiede mia moglie , per contenerli in un appartamento ha dovuto sgombrare il marito” ….

PARDON ?

Mio  padre buon anima diceva sempre ‘’vestiti come vuoi ma vestiti come una che legge ! ’’ ….

amira munteanu bergmann

abito sartoriale

PER DIRVI QUESTO HO INDOSSATO :

Abito in velluto con maniche in cotone rifinito a sbiego, con cerniera anteriore e colletto in macramè manuale originale dalla Transilvania dipinto a mano , prezzo 800 euro

cintura in eco-pelle e macramè manuale dipinto e ricamato a mano , prezzo 300 euro

scarpe vintage

Brand ”Amira di Transilvania” Couture

capi unici riproducibili su misura  con pre-ordine al indirizzo di contatto

fotografo : Luca LS 

produzione : Sephirot Productions , Milano