alberto d'anna

GAIA, il pianeta nell’Antropocene , ultimo libro di Alberto d’Anna

GAIA, il pianeta nell’Antropocene , ultimo libro di Alberto d’Anna. Edizioni Akkuaria 2019

Una torta di CO2, a chi l’ultima fetta ?

libro Alberto d'Anna

libro Alberto d'Anna

Il libro di Alberto d'Anna tratta dei cambiamenti climatici in corso,

Dichiara l'autore : ''E' frutto di una mia ricerca iniziata 10 anni fa e compendia, suddivisi per aree tematiche, gli articoli pubblicati nel tempo sul Web riguardo l'argomento.

Tema che rappresenterà sempre più motivo di attenzione e dibattito, atteso che avrà forte impatto su tutti gli esseri viventi nei prossimi 30 anni, sempre più segnati dall'influenza umana sull'ambiente.''

Il biologo Eugene Stoermer coniò negli anni ottanta un nuovo termine, per battezzare una nuova era geologica, successiva alla neozoica o quaternaria (animali e piante tutt’ora viventi):

 l’ANTROPOCENE, l’età della Terra quando l’uomo ha preso il sopravvento e madre natura ha cambiato pelle; per sempre...!

WMO prevede che il 2019 sarà tra i cinque anni più caldi e che il 2015-2019 sarà il quinquennio più caldo mai registrato, con una temperatura superiore di 1,1 gradi rispetto all’epoca preindustriale (1850-1900).

La sintesi è che la terra ha 5 MLD di anni e l’uomo (sapiens, oggi dovremo dire digitalis), che esiste da 200 mila, ha sempre fatto il cacciatore: era nomade, uccideva animali e raccoglieva bacche selvatiche per nutrirsi.

Poi, circa 12-10 mila anni fa ha scoperto l’agricoltura, diventando stanziale: ha cominciato a costruire abitazioni e formare nuclei famigliari.

Ma soltanto da duecento anni ha avuto abilità industriali e questi sono stati sufficienti per rompere l’equilibrio climatico e distruggere le risorse.

Ma le modificazioni iniziano già circa 10.000 anni fa,

quando il paesaggio inizia a cambiare per mano delle prime civiltà organizzate e comincia a innescarsi uno squilibrio nell'ambiente. Infatti per coltivare piante e allevare animali l'uomo brucia pezzi di foresta, immettendo CO2 in atmosfera.

I fattori più inquinanti sono:

- CO2 (BIOSSIDO DI CARBONIO)

- PM (MATERIA PARTICOLATA da 10 a 2,5 micro)

riscaldamento globale

riscaldamento globale

Quindi, oggi, l’emergenza climatica è (o dovrebbe!) stare sempre in prima pagina,

per spiegare il problema che la mia ma soprattutto le future generazioni sono costrette ad affrontare, e mettere in campo, finalmente, le soluzioni.

Il 20 settembre di quest’anno è iniziata la settimana per il clima, che è terminata venerdì 27 con il terzo sciopero globale per il clima, il #climatestrike.

La svedese 16enne Greta Thunberg è stata l’iniziatrice e ispiratrice di una protesta che si è allargata in tutto il pianeta.

Quando Greta ha iniziato la sua protesta contro i cambiamenti climatici aveva solo 15 anni: era sola con un piccolo cartello fuori dalla scuola e molte persone, soprattutto adulti la ignoravano.

Oggi milioni e milioni di giovani si sono uniti alla sua lotta e tutto il mondo la ascolta.

Esiste da anni un forte dibattito sulle origini del riscaldamento globale, viziato dagli sforzi di potenti lobby industriali per dare dignità scientifica alla tesi dei negazionisti (gli stessi della terra piatta e del mancato allunaggio…) che vorrebbero impedirci di cambiare modello energetico ed economico.

Fino a 30 anni fa non si parlava di clima e gli scienziati non erano ancora in grado di affermare con certezza se le mutazioni climatiche registrate fossero dovute a fattori naturali o all’azione diretta dell’uomo.

Solo nel 1996, e precisamente dal terzo rapporto IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico), si è cominciato a discutere e a divulgare quanto e come l’uomo abbia potuto incidere sulle condizioni di equilibrio del clima.

E, ad oggi (2019), ricorda Alberto d'Anna sono già trascorsi ben 23 anni !

Nel dicembre 2015 viene firmato l’ACCORDO DI PARIGI che ha quali obiettivi mantenere l'aumento medio della temperatura mondiale ben al di sotto di 2°C, rispetto ai livelli preindustriali come obiettivo a lungo termine,  ma puntare anche a limitare l'aumento a 1,5°C, dato che ciò ridurrebbe in misura significativa i rischi e gli impatti dei cambiamenti climatici

A tutto il 2019 l’accordo è stato ratificato da 185 Paesi, responsabili dell’88% delle emissioni serra globali, ma mancano i Presidenti Trump e Bolsonaro.

Purtroppo da allora non molto è stato fatto e le previsioni non sono certo ottimistiche: la sola mancanza d’acqua potrebbe colpire 2 MLD di persone prima del 2025 mentre si prevede un aumento delle temperature di 3° con conseguente scioglimento dei ghiacciai (scomparsa dell’Artico) entro la fine del secolo, con conseguente innalzamento degli oceani fra 40 e 100 cm.

Ora la domanda è: COSA FARE per contribuire a ridurre le emissioni di gas serra, e quindi il riscaldamento globale?

Per prima cosa la transizione dalle energie fossili (carbone, petrolio, gas) a quelle rinnovabili, sfruttando il sole, il vento, le onde e maree.

L'elettricità da fotovoltaico ora costa l'80% in meno rispetto al 2008, quella da eolico è il 18% più economica. Dove la rete non arriva, le rinnovabili non hanno rivali. Ed è un aspetto da non trascurare affatto dato che al momento sono circa 1,3 miliardi gli abitanti del pianeta che non hanno accesso all'elettricità.

A proposito del solare, è stato calcolato che pannelli solari installati in una porzione del deserto del Sahara garantirebbero energia a buona parte del pianeta..!.

Poi, per gli scienziati è fondamentale la gestione del territorio e la conservazione degli ecosistemi che catturano grandi quantità di carbonio, come le paludi, le zone umide, i pascoli, le mangrovie e le foreste. Nelle grandi aree verdi, piante e alberi catturano l'anidride carbonica dell'atmosfera (fotosintesi clorofilliana) e la conservano in tronchi e foglie: come noto, un albero produce ossigeno e cattura anidride carbonica.

Ma sarà altrettanto fondamentale, mentre si metteranno in atto gli interventi che abbiamo descritto, accelerare col processo di informazione e formazione.

Il primo, sperando nel contributo che dovrà essere fornito dalla “libera” stampa, impegnata anche a bandire e non più blandire i “negazionisti” (primi fra tutti Donal Trump e Jair Bolsonaro).

Il secondo, grazie agli insegnanti e ai genitori (sempre più resilienti).

A quest’ultimo proposito l'anno prossimo l'Italia sarà il primo Paese al mondo dove lo studio dei cambiamenti climatici e dello sviluppo sostenibile sarà obbligatorio". Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Lorenzo Fioramonti, in un'intervista rilasciata a Reuters.

In conclusione, Alberto d'Anna dice : 

solo un matto non capisce che la scienza ci offre la possibilità di sporcare di meno il mondo e fare un buon affare, cioè salvarlo dalla possibile catastrofe!

Non sia mai che , in un non lontano futuro, una nuova arca (spaziale) di Noè debba portare gli ultimi terrestri a ricominciare su altri pianeti….

Oggi l’Istituto Italiano di Cultura di Napoli mi ha comunicato che il mio libro “IL GIALLO DELL’ANIMA” è risultato vincitore dell’Edizione 2019 del Premio “Letteratura - Saggistica”

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Nota sul autore Alberto d'Anna

Alberto d’Anna, “libero pensatore” nasce a Orte (VT) il 28 gennaio 1950 e risiede a Milano.

Si è occupato di processi organizzativi, nell’ambito dell’attività lavorativa svolta in un Gruppo Bancario, fino al 2003. Iscrittosi poi alla facoltà di Filosofia presso l’Università Statale di Milano, ha abbandonato lo studio per iniziare un percorso formativo di apprendimento di discipline Bio-Psico-Spirituali atte a favorire il cammino di crescita personale.

BIBLIOGRAFIA di ALBERTO D'ANNA 

Ha pubblicato i libri:

Un chiodo e gocce d'acqua…(Edizioni Akkuaria- 2009)

Donne e poi…(Edizioni Akkuaria- 2009)   

Il Giallo dell’Anima (Edizioni Akkuaria - 2017)

GAIA, il pianeta nell’Antropocene , ultimo libro di Alberto d’Anna. Edizioni Akkuaria 2019