Il cerchio magico, la pittura tra arte e magia.

Le cerimonie hanno lo scopo deliberato di disciplinare, evocare e liberare gli impulsi e le pulsazioni animali dalla profondità della natura umana.

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la promessa del pellicano , acrilico su tela 107x140 cm

L’uomo è una combinazione tra fredda meccanica  pensante e razionale come concretezza della materia visibile e l’animale che abita lo spazio del suo inconscio, della sua parte sensibile, sensitiva e sensoriale nella realtà visibile.

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la sentenza della pecora nera , acrilico su tela 107x140 cm

Viviamo nell’era dei pecorai nati stanchi, le pecore hanno preso il sopravento sconvolgendo il loro destino di greggia e prendendo la parola : ‘’BEEHHEHEHEE’’.

Ovunque senti solo questo loro ‘’beehhehehee’’ .

La parola non ha fatto il passaggio dal linguaggio alla visione ed è solo un continuo ‘’beehhehehee’’ , il rumore del quale si servono per sentirsi vivi , l’inno del ‘’beehhehehee’’ nella loro marcia di fancazzisti verso la ‘’conquista del mondo’’.
In ogni peccatore c’è una greggia con almeno una pecora smarita.

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Le acque del inconscio , acrilico su tela, 105 x 107 cm

Con la Fantasia inconscia trascendiamo il tempo e lo spazio e dove non ce tempo e ne spazio non c’è ne sofferenza e ne vecchiaia.

Nella realtà accade tutto il contrario . Bisogna per ciò sprigionare l’inconscio, dare libertà alla creatività e alla fantasia per salvarci del Niente e andare verso un Tutto che esiste come una bolla, un Vuoto che ci aspetta di riempirlo.

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Magic Vanity , acrilico su tela 105 x 107 cm

A differenza della Magia, la psicoanalisi non promette la felicità, questa è la sua differenza anche rispetto alle psicoterapie del mercato. La raggiunge trasformando radicalmente le componenti chimiche della Felicità…

La Magia aziona per le vie invisibili della fisiologia, della nostra parte animalica..

Inizialmente è impossibile comprendere la ricchezza della Magia perché la psiche tende a rifiutare ogni miglioramento.

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The revival of ctoniac magic, acrilico su tela 100 x 107 cm

Quando l’invisibile si è fatto visibile, in quel preciso istante un pezzo di mondo è morto e per magia è rinato altrove.

È lì che dobbiamo puntare il nostro "obiettivo" se vogliamo scoprire qualcosa del nostro inconscio, in quella zona ctonia dove dimorano le forze contradittori delle tenebri, nella lotta alchemica della separazione, verso un istanza che trascende.

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Saturno sopra, acrilico su tela 100 x 107 cm

L’evoluzione della matrice è composta da meccanismi invisibili e il risultato è una miscela esplosiva : più il soggetto pensa di avvicinarvisi alla Luce Superiore e più soffre, Questo meccanismo è dovuto a quella che la psicoanalisi chiama la pulsione di morte. La Paura come un’anestesia dei sentimenti è dovuta alla paura dell'intimità, del guardarsi per vedersi nell’altro, nel saper scegliere tra due apparenti opportunità. Quasi tutti vogliono avere legami profondi e mutevoli (a parte certi narcisisti che ne hanno una paura folle dell’Amore come della Morte)
Appunto la Paura, in particolare la paura del oltrepassare il velo della Verità, del confronto, del uscire dal virtuale e vivere il vivo, entra in competizione con l'esigenza e il bisogno di amare ed essere amati.

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Nel santuario della Gnosi nuotano i pesci d'oro , acrilico su tela 97 x 105 cm

Quando le due forze (quella femminile e quella maschile) hanno la stessa intensità si verifica l'Anestesia dei sentimenti. In questo caso non si esprimono, in modo disinvolto e con l'abbandono del Sé.

Le emozioni e i’ipotetico rapporto si involve in modo asettico. Col tempo e in assenza di coraggio svanisce nel nulla malgrado il suo potenziale energetico…

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il capriccio del vitello d’oro, acrilico su tela 160 x 160 cm

La Magia a differenza della psicanalisi cambia la chimica della percezione soggettiva dando una guida iniziatica da seguire. La magia salomonica allena la mente a lavorare i corpi sottili a fine di raggiungere obbiettivi prefissati sconfingendo la Paura.

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La rigidità dell’asinello, acrilico su tela , 102 x 127

Sfido il mondo rigido a comprendere e a riflettere realmente, ad indagare sui dettagli per scoprire i misteri.

Sfido le menti rigide ad allenare la sostanza grigia e diventare fini osservatori.

Sfido la concezione borghese dell’arte distruggendo codici leggibili e sono ‘’disinteressata al piacere’’ fino a se stesso.

Sfido la rigidità intellettiva perche la mano che ascolta la mente e lascia un segno inconfondibile distingue l’artista dal principiante.

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la cerimonia inizia mercoledi e finisce martedi, acrilico su tela 107x117 cm

Sfido la rigidità del mercato markettario che non distingue il valore del prezzo.

Sfido l’improvvisazione che non distingue la ricerca della trovata.

Sfido i sistemi che tentano al'omologazione.

Sfido le etichette e le classificazioni.

Sfido i competitivi perche ogni competizione è valida solo con e per Sè Stessi solo se propensa alla crescita interiore.

Sfido l’anarchia dell’asino e abbraccio l’ordine e la disciplina misteriosa del unicorno…

Infinitamente lontani e infinitamente vicini, nell’immobilità solenne del unione, brillanti e sospesi nella luce che trascende, osservandoci graziosi e idealmente eterni, feroci unici e trasgressivi, animali e nobili , portiamo un insigne trionfo all’illustre fama perenne delle nostre virtù.

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Noblesse Oblige , acrilico su tela 123 x 107

Voglio ricevere solo gesti in cui la grazia è ritmo di bellezza, voglio sentire solo voci dentro le quali riconoscere l’immediatezza sensibile, voglio scambiare solo sguardi che aprono insicuri la strada del desiderio, voglio vedere solo sorrisi che sono offerte e non contrafazioni , voglio diagnosticarmi l’esperienza psicopatologica del perfezionismo senza ansie catastrofiche, volando cosi in alto come in basso, diversi, distanti e destinati a compiere il miracolo dell’Uno !

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Volo alchemico sul carro della Trascendenza, acrilico su tela, 200 x 100 cm

La solitudine non vuol dire essere senza qualcuno/a, non è uno stato ma un enorme continente dove il corpo si sente solo rispetto alla mente. L’orso e lunatico , abitato dalla Luna, cerca la passione nell buio della mente in segretezza polare.. .

Insegue se stesso tra il polo di com’è e il polo di come vorrebbe essere su una scena con un solo spettatore.

Il più delle volte perde la parte con lui stesso non capendo chi ha incontrato davanti.. .

L’orso è diffidente, vuole stare al sicuro, nel freddo della sua mente , dondolarsi tra picchi di euforia, baratri di pigrizia e applausi.

Lui cerca una scena che non ha uguali sulla terra per godersela in solitudine. La solitudine, oh si, questa meravigliosa conquista….questo mare raggiunto da nessuna riva, questa luce che non ha alcun colore.

Infinita finità…

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La solitudine dell’orso (bi)polare , acrilico su tela 130 x 110 cm

 

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IL COMMITTENTE è MORTO, L’ARTE è MORTA, VIVA IL CONSUMO PERSONALIZZATO !

Il committente è morto , l'arte è morta , viva il consumo personalizzato

Avevo smesso di fare ARTE dopo il momento in cui i miei committenti sono morti tutti uno ad uno...

Mi sono data al ‘’lavoro seriale’’ con la stessa serietà e devozione con la quale producevo l’arte per coloro che ne avevano bisogno al punto di pagarla.

miglior artista contemporaneo

l'arte è morta

Nel mio tramontare ammiravo senza invidia il risorgere una nuova generazione di ‘’concettualisti’’.  Tutti i figli orfani di Marcello (du-champ). Produttori di un’arte assai assurda, psicopatici performer ‘’assai convincenti’’ . ... ma in preda ad una crisi già pre-diagnosticata. ... o semplicemente ingenui creativi in preda al ignoranza e al inconsapevolezza che ‘’quella cosa’’ l’ha gia fatto il Tizio prima di te…..

Ah, non lo sapevi ??? Grave !!!

L’arte non può abbandonare l’Estetica al favore del Concetto per trovarsi un alibi per la bruttezza. E con questa convinzione mi sono ri-profilata sulla Moda per dare un coefficiente utile al tempo quando non lavoro.

O meglio, quando non adopero.

Oh si, la moda questa eterna conosciuta ! , …. L'avevo già detto, ma lo ripeto volentieri : la moda è solo una moda-lità di camuflarsi dentro dei limiti consueti delle frivolezze. Una iconografia facilmente mutevole. Una scelta interpretativa che aiuta a difendersi. A volte a provocare. A volte a ingannare.

La moda è solo il tentativo fallito di fare dell'arte usando forme viventi e rapporti sociali.

Ma a volte sorprende e diverte.

Nel mio ‘’banale’’ vivere, un vivere-rivivere fatto di spostamenti markettari su un mercato markettario fatto  da marki, markette e marke-tanti , eccomi qua a confidarvi qualcosa di veramente velenoso , sulla mia mancata modestia prevista dal Contratto.

fashion-blogger-milano

fashion-blogger-milano

Una misè-en-scene quotidianità sottoposta ad un imballo con i fiocchi per venderlo come arte o almeno come parte, ecco l’oggetto del suddetto Contratto.

Nei tempi di crisi , non tira più il vento di rifiutare 3 zero in coda ad una cifra su un assegno. Sarà 1 la cifra o sarà 9 ?... chiederanno alla vostra mente diabolica  i vostri demoni interiori.

Apro l’armadio e il silenzio mi travolge come un aspiratore al interno del esso. Anche oggi uscirò di casa vestita !

…con questa convinzione mi sono estesa verso il fantastico mondo delle video produzioni. Seriale , per non smentirmi e non mentirvi !

Potrei riscrivere la storia del fine del mondo con 9 benedizioni. Perche 9 ? Lo scoprirete nel prossimo film.

amira-milano

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La Retroguardia

La Retroguardia dell'arte contemporanea , quella che c'è stata e quella che sarà !

 1 - Presupposti teorici

Momento storico - artistico

Siamo alla fine del primo decennio degli anni 2000.

Siamo nel 2009, esattamente a 100 anni dopo il manifesto del Futurismo e 30 anni dopo la nascita della Transavanguardia Italiana e, nel frattempo, di tante altre nascite e morti di molte altre avanguardie dell'arte.

Molti artisti fanno solo sperimentazione di nuovi linguaggi perdendo di vista il senso del bello. Molta tristezza e inquietudine.

Tante produzioni luride e scabrose, blasfeme, scioccanti, che provocano ribrezzo in chi guarda, vengono proposte come ricerche artistiche.

La ricerca del “vero” bello, concettuale e formale, è stata  abbandonata oramai da tempo.

Contesto socio –economico

Dopo la caduta delle torri gemelle (11 settembre 2001) l'arte ha recuperato il suo ruolo di protesta. Dopo 10 anni di protesta qualcosa deve cambiare tornando ad interrogarsi sull’ origini dell'arte e sui suoi presupposti.

Oggi le avanguardie vengono create a tavolino dallo stesso sistema. Ci troviamo quindi di fronte a tanti successi artistici  studiati a tavolino  che nascono da un’ ottima gestione del marketing. Le peculiarità artistiche sono soppiantate dalla pubblicità e dal cartellino del prezzo. Si continua a battere una strada inaugurata dalla Pop Art americana priva dei presupposti che questa aveva al momento della sua nascita negli anni ’60.

Molti geni e grandi nomi dell’arte sono fabbricati dal sistema e proposti con lo strumento della manipolazione dell’informazione e del sistema mediatico. La propaganda ha preso il posto dell’arte e delle sue peculiarità, formali e concettuali. Un capitalismo sfrenato e un mercato senza più regole ha portato al 15 settembre 2008, al crollo delle borse e al momento di recessione che continuiamo a vivere. Questo sistema ha fornito i propri dictat anche al sistema dell’arte.

L’arte in questo contesto

Il sistema dell'arte in questo momento è puro marketing, i concetti sono diventati slogan e non si fa altro che produrre ed offrire nuovi prodotti di consumo spogli del loro autentico “coefficiente artistico”, come lo definì Duchamp. Gli artisti vivono nella totale dipendenza dal sistema dei media, della pubblicità, dei mercanti. L’arte è diventata un fondo di investimento.

Il successo di un artista nel mercato italiano di oggi dipende dal numero di pagine di giornali che gli vengono dedicate. In un’ottica di speculazione finanziaria, il suo valore artistico viene misurato nella sua capacità di “innovazione” dai mercanti che investono su di lui e che guardano al futuro in un’ottica economica e non artistica, riferita cioè ai contenuti.

Noi non vogliamo opporci in maniera utopica contro tutto questo perché sarebbe da folli ma vogliamo rimanere liberi nelle nostre scelte.

Partiamo dalla consapevolezza che mai come oggi si vinca per caso o per raccomandazione, trovandosi nel posto giusto al momento giusto. Lo confermano i nomi dei pochi vincitori: Marina Abramovich,  Vanessa Beecroft, Jeff Koons, Maurizio Cattelan, Francesco Vezzoli, Damien Hirst.

Nessun pittore! Una coincidenza?

Questi grandi artisti della scena italiana degli ultimi 10 anni,con poche eccezioni (es. Cattelan) hanno avuto tutti delle notevoli disponibilità economiche per iniziare il loro percorso. Non crediamo si tratti di una coincidenza. La speculazione e onnipresente. Fare l'artista nella società in crisi di oggi pare sia diventato un vero lusso. Chi più paga in termini di denaro e non di talento va avanti. L’arte diventa una scelta troppo rischiosa per chi non ha un reddito fisso perché  costa. Più l’arte di oggi è invendibile più costa. Uno strano paradosso! O semplicemente un equivoco dal quale bisogna uscire.

“L’artista deve fare la fame” ...

.... si sente dire ogni tanto da qualcuno che vuole speculare il talento altrui senza pagarlo. Noi ci opponiamo anche a questa posizione. Affamare l'artista significa uccidere la sua arte, la sua continuità, il percorso del suo pensiero, la sua anima.

Troppo sangue vero o finto, ostentato o suggerito, sta facendo tendenza nell'arte degli ultimi anni. Crudeltà e pornografia. Religiosità di propaganda. Troppa brutalità e troppa invadenza. Troppe sfide e provocazioni. Troppa la preoccupazione di scioccare a tutti costi. Troppo il mercantilismo. Troppo marketing in un’arte “pubblicitaria” che nella pubblicità arriva ad annullarsi ed identificarsi.

Il “troppo”, concettualmente, ha portato al non senso artistico in una deriva nichilistica dada e post duchampiana. Formalmente ci troviamo di fronte al ritorno di un’arte che si nutre e vive dell’equivoco. Del non senso, di un’arte che vuole essere negata, indifferente, ma che si nutre di accurate strategie di mercato.

Il computer sostituisce la mano. La tecnologia invade le nostre case e tenta di schiavizzarci. Stiamo perdendo la sensibilità del tatto o della vista a causa degli strumenti tecnologici che utilizziamo, sempre nuovi,  che hanno fatto sì che troppe persone oggi  si definisco o vogliono definirsi artisti o pittori nonostante non sappiano disegnare, comporre o colorare, creare nuovi concetti o tendenze.

C’è poca cultura...!

Pochi conoscono i grandi maestri del pensiero, i poeti, i filosofi, gli intellettuali,  gli scrittori, i pittori e gli scultori che hanno fatto la storia dell’umanità e dell’arte. Oggi regna la presunzione, non solo “televisiva”, di troppe persone che si fanno chiamare artisti, consapevoli della proprio imperdonabile ignoranza.

Scioccare o provocare è oggi la parola d’ordine, non sensibilizzare positivamente lo spettatore.  Anche l'erotismo è stato sostituito da varie speculazioni ossessivo - compulsive o opulento-sessuali e da tendenze perverse e maniacali. Volgarità.

La religiosità e il senso del sacro sono stati sostituite dalla blasfemia. Le mutilazioni di tutti tipi fanno tendenza nel figurativo.

L'astratto non ha più nulla a che vedere con lo spirituale o con dei chiari presupposti concettuali.

Tutti fanno un’arte kitsch senza volerlo. Mancano i manifesti che esplicano i loro concetti e le loro intenzioni.  Troppa produzione di oggetti inutili difficilmente apprezzabili dal gusto, dalla ragione e dalla sensibilità di chi guarda. Oggetti che non si adattano agli ambienti, tanto meno alle anime e che  vivono esclusivamente in vista della loro “museificazione”.

Chi compra questa arte? Chi la colleziona? Chi sceglie tutta questa inquietudine che,  già senza andarla a cercare, invade la nostra vita quotidianamente?

La scomparsa del “bello”

Per tanti secoli l'arte ha significato emozione inteso come sentimento e piacere estetico.

L'emozione veniva dal colore, la forma, la materia e dalla sublime armonia di questi elementi. Tutto questo insieme all'anima sensibile e alla cultura dell'artista determinava lo spettatore a percepire una sensazione di sublime o di sconcerto e a dire:”che bello!”.

Dov'è finito tutto questo?

Oggi non si vede quasi nulla di oggettivamente bello. Dobbiamo ritrovarlo.

TORNIAMO A GUARDARE INDIETRO! Facciamo la RETROGUARDIA!

2 -  Presupposti concettuali e formali della RETROGUARDIA

L'individualità è l'unica forma di originalità. L'artista di oggi non può descrivere nulla se non il suo proprio universo. Solo cosi può essere autentica qualsiasi strada lui decida di percorrere.

L'arte che produce deve appartenergli  visceralmente, deve essere il suo ritratto intrinseco più fedele, il segno del suo pensiero sincronizzato con il suo occhio, con la sua mano e fondato tutto su un solido supporto culturale, morale ed umano.

L'artista deve somigliare e identificarsi con l'arte che fa e che è il suo specchio. Deve vedersi solo lui e nessun altro, deve essere unico in tutto ciò che fa.

L’artista deve cioè “copiare” solo e sempre se stesso riguardando il suo passato per rivedere le origini della sua arte ricordando chi ha amato nel suo percorso.

L'artista deve mettersi a nudo in un gesto di onestà intellettuale, dimostrando il suo percorso formativo come un documento obbligatorio.

Non vogliamo assolutamente di copiare i maestri storici della pittura, ma proponiamo di riguardare i temi della pittura classica che per centinaia di anni sono stati trattati. Questi temi costituiscono la storia dell'umanità e rispettivamente la storia dell'arte.

La cultura dell’artista è un obbligo imminente perché  un compito difficile essere colti oggi.

Questi elementi costituiscono i nostri presupposti concettuali. La nostra RETROGUARDIA.

Consideriamo quindi come forma nuova di contemporaneità non più le “aberranti scoperte di forme scandalistiche universali” ma l'individualità che l'artista riesce a ottenere individualmente, in uno sforzo di isolamento da qualsiasi moda o tendenza dettata dal mercato, seguendo solo ed esclusivamente i propri impulsi, la propria sensibilità, senza altri condizionamenti esteriori al suo essere.

Formalmente professiamo un  ritorno alla bellezza dell’immagine, all’armonia estetica, alla leggibilità senza codici mutabili e fuori dalle mode.

Noi tendiamo ad una bellezza che si affermi come sintesi del concetto di “bello e sublime” che piacciono per sé stessi, come scrisse Immanuel Kant nella sua concezione del bello e dell’arte.

Il bello e sublime  sono particolari, ma si danno come giudizi universali rispetto a ogni soggetto, sebbene pretendano solo al sentimento di piacere e non alla conoscenza dell'oggetto.

Il bello produce direttamente un senso di esaltazione della vita, e perciò si può unire con le attrattive e con il gioco dell'immaginazione.

Il sublime invece è un piacere che ha una origine indiretta, cioè è prodotto dal senso di una momentanea sospensione, seguita subito dopo da una più forte effusione delle forze vitali e perciò, in quanto emozione, non mostra di essere un gioco, ma qualcosa di serio dell'impiego dell'immaginazione.

Il sublime non si può unire alle attrattive; e poiché l'animo non è semplicemente attratto dall'oggetto, ma alternativamente attratto e respinto, il piacere del sublime non è una gioia positiva, ma piuttosto contiene meraviglia e stima.

Siamo per una Bellezza che porti quiete e serenità come nel periodo Neoclassico. Come teorizzo Winckelmann, “il sentimento impetuoso nuoce alla contemplazione del bello perché troppo breve.

Il sentimento e il godimento del bello debbono essere delicati e teneri ed apparire come una dolce rugiada, non più come raffiche di pioggia. Quasi una fedele riproposta dell’idea di Eros, ovvero della sua bellezza, enunciata da Agatone nel Simposio platonico.

L’anima è grande e nobile solo nel suo stato di armonia e di riposo.

In tale condizione ad essa viene concesso di ricondurre la cosa alla sua condizione originaria. Di imitare il fenomeno e trasfigurarlo fino a fargli assumere le fattezze dell’originale eidetico, ovvero relativo all’idea. Alla sua immagine mentale.

L'arte ha per noi il ruolo di sensibilizzare e soddisfare il bisogno di bello dell’uomo (il livello 7 della piramide delle necessità umane, A.Maslow), di soddisfare il bisogno intimo di armonia e confort,di positività.

L'arte della Retroguardia vuole tornare alle radici culturale e antropologiche più profonde proponendo lo spostamento progressivo della sensibilità verso la rivendicazione della pittura e della fotografia d'arte come valore. Vogliamo trasformare la soggettività dell'artista in oggettività estetica espressa attraverso le modalità interne del proprio linguaggio.

La creazione individuale deve riacquistare una valenza antropologica riprendendo il sentimento e i canoni dei valori estetici universali. L'adesione ad uno spirito comune non condiziona e non influenza la continuità della ricerca individuale,e ogni artista rimane artefice del proprio destino e percorso.

Noi non vogliamo scavalcare le aspettative dello spettatore, non vogliamo inquietarlo nè inquinarlo con concetti inafferrabili.

Noi operiamo per il suo confort psicologico, per togliere disagio e regalare visivamente un’emozione positiva partendo dal concetto che un’ immagine è contemporaneamente enigma e storia.

La nostra arte è completa e non richiede il perfezionamento dell’opera con l'intervento mentale e concettuale dello spettatore se non come puro spettatore.

La RETROGUARDIA restituisce all'arte un altro suo valore: il tempo per essere contemplata.

Motivazione di gruppo

Il nostro è un appello a ricordarci quello che l'arte è stata per l'umanità durante i secoli passati. E’ un richiamo ad una “involuzione sensata”, ad una conservazione interna dei parametri in cui l'arte si è inquadrata per centinaia di anni.

Bisogna riguardare indietro, ai capolavori del passato storico dell'arte perché non si può fare un’arte nuova senza i fondamenti essenziali che possano guidare una nuova ricerca, una nuova indagine stilistica.

Le tendenze nascono della novità e la novità nasce dalla richiesta del mercato. Queste richieste non arrivano da parte degli collezionisti ma da parte degli mercanti che si vogliono affermare facendone tendenza, nella fatica di esporre ed imporre cose altrimenti invendibili perché troppo lontane dall’umanità più intima dell’uomo.

Siamo d'accordo che c'e bisogno di nuove forme e dividiamo i compiti: la ricerca la lasciamo all'avanguardia, noi stessi sostenendo l'avanguardia.

Noi “dietro”, la Retroguardia,  cerchiamo ugualmente forme estetiche ma con una connotazione diversa, quella del passato classico e neoclassico dove i valori della pittura sono la pittura stessa, in una forme puramente individuale.

La Retroguardia non abbandona la ricerca. La orienta diversamente di quella dell'avanguardia. Noi andiamo verso la ricerca di un Dio interiore, intimo e personale, con tutti le sue componenti.

La Retroguardia supera la tautologia dell'arte concettuale adottando un nuovo atteggiamento che predica il primato di un’arte immediata, che trova il piacere nella propria esibizione,della materia della pittura pura, nell'immagine fotografica costruita, pensata e sentita,  finalmente non più mortificata da schemi mentali e rovesciamenti concettuali.

“L'Arte è sempre stata concettuale e siamo stati noi Artisti a renderla visiva”.

L'arte della Retroguardia non è  casuale, non è un’accidentalità di momento ma è il risultato di un’unione di forze interiori che l'artista prova nel suo essere progettante, nell’ atto divino di creazione. Questo ci avvicina a Dio.

L'arte della Retroguardia ha un compito sociale: quello di riproporre valori perduti e canoni storico artistici di una bellezza leggibile.

La Retroguardia è un movimento basato non sulla disciplina collettiva ma su quella individuale e non è un movimento che va contro nessuno, non fa guerra ma difende i guerrieri.

In perfetta conciliazione con l'Avanguardia e al servizio di essa.

Conclusioni:

se l'Vvanguardia vive con il tempo e la storia alle spalle muovendosi (usando la metafora dell’esecito) in tutte le direzioni, la Retroguardia difende le spalle di essa muovendosi in una direzione sola: la ricerca di un’unità. Un Dio interiore nel quale ognuno di noi crede e difende!

“Non scioccate la borghesia, bisogna scioccare l'avanguardia” Raymond Radiguet

''il ventunesimo secolo o sarà religioso o non sarà per niente'' Andrè Malraux

 

I presupposti dell’arte di Amira Munteanu

''Con la mia nuova seria mi ispiro al vecchio testamento e nuovo testamento, e a tutto quello che trae inspirazione della simbologia mistica, della Kabbalah e della Magia.

Sto facendo un omaggio a Michelangelo, agli anonimi bizantini della iconografia russa, ma anche agli preraffaelliti e al tardogotico, e in alcuni lavori alla pittura fiamminga, riguardando tutta la storia dell'arte prima del novecento. Contemporaniamente omaggio la Fisica Quantistica e le scoperte riguardanti le guarigioni mistiche e i Miracoli.

Personalmente non credo nella possibilità di una felicità collettiva ma sono convinta che l'unione fa la forza e dà credibilità se tutti sentono e riconosco alcuni valori e avverto delle emergenze interiori''

(segue didascalia)

LA RETROGUARDIA

la RETROGUARDIA = iniziativa artistica nata ad-hoc a Milano nel 2009, come coalizione ideologica e morale di un gruppo di artisti, critici, collezionisti, mercanti, simpatizanti.

Il movimento si propone al servizio dei movimenti delle Avanguardie e si posiziona ''dietro'' di queste con le spalle al futuro e con lo sguardo al passato, avendo come obbiettivo il ritorno ai canoni storici dell'arte e dei suoi fondamenti, cosi come sono stati conservati durante i secoli e trasmessi da generazioni a generazioni di artisti.

  • Ritorno ad un'arte intesa come bellezza estetica che contiene obbligatoriamente alcuni elementi:
  • Armonia di immagine.
  • Sentimento visivo di piacere
  • Finalità di un atto di cultura e civiltà.
  • Rivendica dei valori e delle tradizioni delle epoche del passato.
  • Crescita interiore.
  • Dovere divino di creare per chi è nato col talento.
  • Avvicinamento a DIO.

RETROGUARDIA

(Un progetto nato nel settembre del 2008 da un idea di Alan Jones)

A cura di Alan Jones ed Amira Munteanu

retroguardia

retroguardia

 

MISTERO E MALINCONIA D'UNA STRADA CHE HO SEMPRE CONOSCIUTO

Opera pittorica di Giorgio De Chirico'' MISTERO E MALINCONIA D'UNA STRADA CHE HO SEMPRE CONOSCIUTO ''.

Affascinata dalle minacce e dal pericolo, la mia mente da (ancora) bambina scelse questo quadro come il più bello che io l’abbia mai visto fino all’ora.  Avevo 11 anni.

mistero e malinconia d'una strada de chirico

MISTERO E MALINCONIA D'UNA STRADA , dipinto di GIORGIO DE CHIRICO 1914

La presenza e l’assenza in un unico insieme di prospettive difforme e esagerate . Li ritrovavo il mio IO. Il mio ‘’io’’ da bambina ritrovato inconsciemente in questo dipinto privo di ogni manifestazione vivente, privo di anime e contemporaneamente colmo di esse.

Presenze sentite dentro la magia dell’invisibile.

La metafisica come la metà-fisica e la metà-Altro.  Come la mèta della contingenza dell’esperienza sensibile, in uno spazio architettonico dove i sensi sono attivi anche in assenza di imput.

mistero e malinconia d'una strada che ho sempre conosciuto

mistero e malinconia d'una strada che ho sempre conosciuto

La mia mente dal bambina attratta dal chaos del ordine e dal ordine chaotico si sprofondava nel mistero e nella malinconia di quella strada . Quella immaginaria e virtuale strada che non è mai esistita se non nei suoi surreali sogni.

Provavo il senso della permanenza, come se in quel posto io ci fossi già stata , in un’altra vita , precedente o successiva a questa. E' quello che ho sempre saputo !

Quella strada dalla quale quell’ombra apparentemente misteriosa è sicuramente divina ! Quell’ombra minacciosa che si intravede diventa spazio costante. Spazio senza coordinate . Spazio senza tempo.

Tempo e Spazio dove la bambina ha deciso di congelare la sua anima per non crescere mai più. Un gioco da bambina come nel quadro?

Assolutamente no !

primo-piano-amira

acrilico e collage su tela

La potenza della visione diventa realtà palpabile in uno stato di  morbosa sensibilità , una nuova matematica dedicata a studiare la qualità , delimitando un confine unificato, periferico, al margine dell’essere :

L’ATTESA

Tutto in quel quadro è decontestualizzato... a fine di rivisitare il concetto di spazio aperto a visioni mentali imprevedibili , oniriche e forse anche agorafobiche. Il freddo , il vuoto , qualcosa di diverso che prima non avevo mai provato. Una piacevole paura forse !

L’enigma di quella strada  e la malinconia di quella bambina attinge il confine della volontà di estraniarsi al mondo e dalle cose per consentire agli oggetti che lo compongono di diventare processi incogniti nella mente.

amira munteanu bergmann

Amira at work

Il geometrico lirismo rievoca testimonianze appartenenti alla nostra mente inconscia , al infinito come simbolo inciso nella nostra matrice spiazzando le aspettative.

Ombre assurde e irreali nell’ordinata geometrie spaziale alzano un universo di dubbi sulla limitazione di quella parte del nostro essere chiamata Realtà.

Ogni volta che vedo quel quadro è come se lo vedessi per la prima volta . Quel stato di rivelazione e di sorpresa mischiato all’enigma che trascende e mi trascina nei ricordi emotivi che provavo da piccola . Qualcosa di inesplicabile, ecco l’ingrediente che ha contribuito a farmi fare grand parte delle scelte di vita, tra le decisioni, forse la più consistente, quella di fare l’artista.

PER DIRVI QUESTO HO INDOSSATO :

amira-pittrice

Amira nel suo atelier

Abito in velluto , vernice e cotone con stampa originale e maniche rifinite in organza, vedi tutte le collezioni cliccando QUI

Scarpe Le Silla.

Anello modellato in resina

Orecchini con perla , vedi tutti gli accessori cliccando QUI

Brand ”Amira di Transilvania” Couture , capi unici riproducibili su misura al indirizzo di contatto.

ARTE

Dipinto : ''Sentire il riflesso'' , acrilico e collage su tela, opera del 1998 , misure 50 x 70 cm , vedi altre opere del Archivio dell'artista cliccando QUI

Per ulteriori informazioni invia una mail al indirizzo di contatto